La famiglia Visentin



«Fu un successo immediato — sottolinea Visentin — grazie anche alla scelta di attenersi scrupolosamente al rispetto dei metodi di lavorazione tradizionali, sempre alla ricerca di materia prima di prima scelta».
Questa è la filosofia che la famiglia Visentin, i cui membri sono attualmente coinvolti — praticamente al completo — nella gestione aziendale, continua a seguire tuttora.
«E i risultati raggiunti ci danno ragione» afferma sorridente Gian Antonio Visentin. Nel tempo infatti il prosciuttificio è molto cresciuto e oggi il Veneto Berico-Euganeo Crosare raggiunge i mercati di tutta Italia, oltre a Francia, Germania e Svizzera, proposto dagli chef dell’haute cuisine e nei grandi hotel di rilievo internazionale. Ma quali sono le caratteristiche di questo prosciutto, cosa lo distingue dagli altri crudi? «La definizione che più calza per il prosciutto Veneto è “si scioglie in bocca”. Il suo grasso è bianco, profumato e, anche grazie alle nebbie della nostra Pianura Padana, è incredibilmente morbido. Gli animali utilizzati per la produzione del prosciutto Veneto — continua Visentin — provengono da allevamenti italiani, più specificatamente del Nord-Centro Italia, così come viene fatta sul posto sia la macellazione che la stagionatura.
Un’ulteriore garanzia di qualità».
salumi (speck, bresaola, guanciale, ecc...), in particolare del prosciutto crudo marchiato con il leone alato di S. Marco.
Visentin, che attualmente è anche presidente del Consorzio di tutela del Prosciutto Veneto Berico-Euganeo (con sede proprio a Montagnana), nonché presidente di APINDUSTRIA Agroalimentare Verona, ci accoglie nel suo studio all’interno del prosciuttificio.Alle pareti tanti riconoscimenti, tra i quali l’attestato di “Medaglia d’Oro” ricevuto dall’azienda a titolo di pubblico riconoscimento per i risultati conseguiti in oltre 35 anni di attività dalla Camera di Commercio di Verona e una lettera che ne attesta la qualifica di fornitore ufficiale della famiglia reale nel Principato di Monaco. «Sapere che nel Palazzo Reale di Montecarlo apprezzano il nostro prosciutto è certamente una grandissima soddisfazione, frutto dell’impegno e della grande attenzione alla qualità del lavoro a cui la mia famiglia si dedica da quasi quarant’anni» ci dice Visentin. «Tra i nostri clienti — continua — ci sono alcuni dei migliori ristoranti d’Italia.
Solo a Verona il nostro prosciutto non manca mai nei menu dell’Antica Trattoria Al Bersagliere e della Trattoria Giovanni Rana. O della nuovissima Enoteca Zero 7 — l’anima del locale è il famoso chef Giancarlo Perbellini — dove, in una recente degustazione, il prosciutto Veneto Crosare è stato proposto in abbinamento al Lambrusco». Non dimentichiamoci, naturalmente, dei tanti ristoranti tipici della zona e della Grande Distribuzione Organizzata, sui cui banchi il crudo Veneto DOP è sempre più presente.
Ma facciamo un salto indietro nel tempo. La storia di questo prosciuttificio, che oggi conta 9 dipendenti e una produzione di 60.000 prosciutti (in buona parte Veneto DOP) l’anno, ha inizio nel retro della bottega di generi alimentari gestita da Amedeo Visentin e dalla moglie Maria, che in cucina, ogni mezzogiorno, preparava i pasti per i clienti abituali e di passaggio, mentre alle 5 di ogni mattina il marito apriva il bar, offrendo ai trasportatori che viaggiavano tra Padova e Verona un cappuccino e del pane caldo, magari con una fetta o due di prosciutto crudo. Dalla macellazione casalinga dei maiali fatta per il piccolo negozio si arriva presto agli anni ‘70, quando una fortunata intuizione di Antonio (nonno di Gian Antonio) e Franco Visentin porta alla trasformazione della bottega/trattoria in azienda di produzione salumi, prosciutti in primis.


L’attestato di “Medaglia d’Oro” ricevuto nel 2004 dal Prosciuttificio Crosare a titolo di pubblico riconoscimento per i risultati conseguiti in oltre 35 anni di attività.